MEZZAGO
LA STORIA
L’origine dei primi insediamenti sul territorio di Mezzago è
da far risalire probabilmente all’Alto Medioevo ed infatti il
nome si ritiene che derivi da "Amicius" , ossia una famiglia
patrizia di origine romana stabilitasi in questi luoghi. Nel corso
dei secoli si è trasformato in "Amiciacum" poi in
"Amezago" ed infine in "Mezzago".
Nacque come villaggio agricolo fatto di campi coltivati e di case
di legno costruite attorno ai tre punti principali del paese: la Chiesa
di San Vittore (ormai scomparsa), la Torre di Palazzo Archinti e la
Chiesa di Santa Maria (tutt’ora esistenti). I campi venivano
coltivati a frumento, avena, miglio ed altri cereali mentre i boschi
circostanti erano principalmente popolati da castagni, querce, noccioli
e roveri.
Le condizioni dei contadini erano, come dappertutto, molto tristi
sia economicamente, sia per i pesantissimi obblighi che dovevano sopportare.
Nei secoli seguenti subì lo stesso destino del territorio lombardo,
subendo guerre, calamità , domini locali (Sforza, Visconti)
e stranieri (spagnoli, francesi, austriaci). In seguito alle guerre
tra i Visconti e i veneziani nel XV secolo anche il territorio di
Mezzago fu soggetto a saccheggi, malattie e devastazioni che ridussero
di molto la popolazione; seguirono poi anche momenti di prosperità
economica.
Di quel tempo sono ancora presenti alcune unità abitative tipiche
(sedine), come la Cascina Orobona, la cui struttura, ora in parte
modificata, riprende quella dell’epoca con il pozzo al centro
della corte ed attorno ad esso gli alloggi con le annesse stalle,
le aie ed i fienili. In quel periodo le famiglie dominanti erano i
"da Corte" e i "Biffi", che, insieme alla Chiesa,
erano i principali proprietari fondiari di Mezzago.
Il XVI secolo iniziò con la guerra tra i francesi e il Ducato
di Milano che venne sconfitto. Sorsero poi contrasti rilevanti tra
francesi e spagnoli per il predominio in Italia che sfociarono in
una guerra ventennale con conseguenti devastazioni, requisizioni,
violenze e brigantaggio il cui esito fu la diffusione di epidemie
e malattie mortali. Alla fine di questo periodo il paese era quasi
completamente distrutto.
Con la dominazione spagnola ci fu un periodo di relativa stabilità
che permise un certo sviluppo economico e demografico. Si ebbe così
una forte espansione urbanistica e si formò una classe di
piccoli proprietari, anche se la vita del paese veniva sempre dominata
dalle famiglie di quelli più grandi.
Anche il XVII secolo fu funestato da guerre, miseria e pestilenze
portate dagli spagnoli. I contadini erano costretti a mantenere
i soldati di stanza sul territorio, i quali sfruttarono la popolazione
e in cambio diffusero la peste, iniziata nel 1630. Ci furono molti
morti e per questo venne costruita la corte del Lazzaretto (tutt’ora
esistente anche se ha subito ristrutturazioni notevoli), dove vennero
segregatigli appestati.
Nella seconda metà del secolo le condizioni di vita migliorarono
grazie alla diffusione, accanto alle colture tradizionali, dell’allevamento
di ovini e del baco da seta. All’inizio del Settecento ebbe
fine la dominazione spagnola ed iniziò quella austriaca,
sotto la quale furono attuate le riforme fiscali, del catasto e
delle amministrazioni comunali e provinciali che abolirono privilegi
e tasse astrusi dando invece una logica alle norme tributarie e
crearono una sorta di Consiglio Comunale con a capo un sindaco e
tre deputati (una sorta di giunta comunale).
Nel 1796 iniziò il dominio francese napoleonico, che venne
valutato all’inizio positivamente ma che in seguito peggiorò
attuando ruberie, requisizioni ed instaurando la leva obbligatoria.
La guerra del 1799 contro gli austriaci portò con sé
ulteriori conseguenze negative. A parte ciò comunque il XVIII
secolo è da considerarsi positivamente perché vennero
debellate fame e peste mentre l’attività agricola ebbe
un forte sviluppo.
La popolazione aumentò decisamente: dai 335 abitanti del
1707 si passò ai 534 del 1781.
Dopo il Congresso di Vienna Mezzago passò di nuovo sotto
il dominio austriaco. L’inizio del secolo non fu affatto positivo:
oltre all’aumento delle tasse e delle requisizioni, ci furono
molti mesi di siccità ed epidemie di colera che peggiorarono
le condizioni di vita della popolazione. Nel Marzo 1860 , con la
vittoria della Seconda Guerra d’Indipendenza da parte delle
truppe franco-piemontesi, la Lombardia venne annessa al Regno di
Sardegna e nel 1861 al Regno d’Italia. In quell’anno
si ebbe la prima amministrazione comunale, la quale si occupò
della costruzione delle prime infrastrutture (scuole, fogne, strade,
pozzi, etc...). L'economia era agricola, anche se iniziavano a vedersi
i primi cambiamenti. Si svilupparono la coltivazione del gelso,
l’allevamento del baco da seta e sorsero i primi cannatoi
che diedero lavoro a 135 persone, in maggioranza donne e bambini
con salari bassi, in condizioni pessime e con orati molto lunghi.
Alcune persone si trasferirono a Milano per lavorare. Ci fu un notevole
aumento del numero degli abitanti che da 516 del 1806 passarono
a 1859 di fine secolo. Nella prima metà del XX secolo l’economia
era ancora agricola, con la prevalenza di cereali e del baco da
seta. Verso la fine degli anni ’30 si diede inizio alla coltura
tipica di Mezzago: gli asparagi.
Nella seconda metà del secolo , con il boom economico e l’industrializzazione,
sono sorte piccole e medie imprese, soprattutto nella parte meridionale.
Anche la struttura urbanistica , con l’aumento della popolazione
(3100 abitanti ), si è ampliata con la costruzione di nuove
abitazioni, edificate spesso sopra quelle vecchie, ormai decadenti
e inagibili.
Dal 1982 durante tutto il mese di Maggio si svolge la Sagra degli
Asparagi, che ha ripreso una tradizione decennale, ed è organizzata
dalla Pro Loco.
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